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Sei borse di studio per i figli delle vittime sul lavoro

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Giovanni Arnone Fervet Opus

“Il lavoro è fonte di vita, non di morte”. Su questo principio, l’associazione Fervet Opus ha promosso una significativa campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro che si svilupperà nei prossimi mesi.

Sei borse di studio: questo il cuore dell’iniziativa. Le stesse saranno assegnate per supportare l’istruzione di chi ha subito gravi conseguenze sul lavoro. I beneficiari sono i figli di vittime di incidenti sul lavoro. In particolare, lavoratori con inabilità grave e tutti i cittadini migranti con regolare permesso di soggiorno in corso di validità, garantendo così un aiuto mirato.

Sul sito dell’associazione, tutti coloro che volessero partecipare possono consultare il link scaricando e compilando l’apposito modulo. La scadenza è fissata al prossimo 16 dicembre. Tra i parametri di valutazione, la documentazione relativa alla condizione della vittima del lavoro con inabilità lavorativa certificata, oltre che l’indice Isee. Tali valori andranno incrociati con il merito scolastico.

“Vogliamo – afferma il Dott. Giovanni Arnone, presidente dell’associazione Fervet Opus – aprire una profonda ed articolata riflessione sul tema delle morti bianche. Non si può continuare a morire mentre si lavora. I dati sono drammatici, siamo di fronte ad una ecatombe: 1090 morti bianche nel 2024 con una tendenza simile anche per questo 2025, con circa 784 vittime registrate fino a settembre 2025. Bisogna partire dalla scuola per formare e consolidare una coscienza e una cultura della sicurezza”.

https://www.sicomunicazione.it/sei-borse-di-studio-per-i-figli-delle-vittime-sul-lavoro/

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