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Torre Annunziata, verifiche anticamorra al Comune

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Una commissione d’accesso per verificare la presenza o la sussistenza di tentativi di infiltrazione criminale nel Comune di Torre Annunziata. È arrivata come un fulmine a ciel sereno, all’inizio di quest’anno, la notizia della decisione del prefetto di Napoli Michele Di Bari di dare il via alle verifiche tra le fila dell’amministrazione comunale oplontina guidata dal giugno 2024 dal sindaco Corrado Cuccurullo, del PD.

La giunta del precedente primo cittadino, Vincenzo Ascione, era stata sciolta proprio per infiltrazioni camorristiche e ora l’ombra torna a insinuarsi all’interno del palazzo istituzionale. Cuccurullo si è detto amareggiato e dispiaciuto, sul piano personale ed emotivo, ma da una prospettiva politico-istituzionale è certo che questa commissione rappresenti un’opportunità per chiarire in maniera definitiva la trasparenza della sua amministrazione.

Intanto, dal centrodestra campano arrivano parole di supporto alla decisione del prefetto. Da Gennaro Sangiuliano di Fratelli d’Italia, l’invito ad adottare un provvedimento analogo anche per il Comune di Castellammare di Stabia, dal quale si è dimesso da consigliere il democratico Sandro Ruotolo, dichiarando che lì “non c’è argine alla camorra”. Analoga linea quella del segretario regionale di Forza Italia, Martusciello, che invita a un’anticipazione della tornata elettorale in entrambi i comuni. “Meglio questo”, affonda, “che una lunga agonia con amministrazioni deboli e alla mercé di poteri esterni”.

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