Una maxi frode da un miliardo e settecento milioni di euro legata all’ecobonus è stata smascherata questa mattina dalla Guardia di Finanza. Undici le persone arrestate tra Avellino e altri centri della Campania, al termine di un’inchiesta coordinata dalla Procura irpina.
Secondo gli investigatori, un’organizzazione avrebbe creato crediti d’imposta inesistenti attraverso lavori di efficientamento energetico mai realizzati o addirittura riferiti a immobili mai accatastati. Un sistema che, per la Procura, avrebbe permesso di generare illecitamente un fiume di denaro sfruttando le agevolazioni statali.
Le misure cautelari emesse dal gip sono 14: quattro persone sono finite in carcere, sette ai domiciliari. Per altri tre indagati sono scattati l’obbligo di firma, il divieto di dimora e l’interdizione dall’esercizio della professione di commercialista per un anno.
I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, fino al riciclaggio, all’autoriciclaggio e alle irregolarità fiscali.
Determinante, spiegano gli inquirenti, anche la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate nel ricostruire la catena dei crediti fittizi. Già nel marzo 2023 era stato sequestrato un primo blocco di crediti ritenuti inesistenti. Circa 13 milioni e 700 mila euro, però, erano già stati monetizzati e trasferiti su conti correnti in Italia e all’estero.
Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di operazioni e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
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