Sono rapidissimi. Agiscono con una precisione chirurgica. Sono ladri di due ruote che tra Napoli e provincia fanno strage di scooter, biciclette elettriche e Vespa della Piaggio. Sono tante le testimonianze video in rete, registrate dalle telecamere di videosorveglianza, che raccontano il rapido furto. Si colpisce in strada, nell’androne dei palazzi o in garage.
Le immagini dei furti
Qui siamo a Terzigno. Un uomo con il volto completamente coperto da una sciarpa e da un cappello prende di mira una Vespa. Il due ruote ha un blocco nel lato anteriore. Non basta a fermare il malintenzionato che solleva la Vespa e lo porta via come se fosse una carriola. Poi rientra e prende altri oggetti in garage facendo un grosso danno alla famiglia della provincia di Napoli.
Quartiere Barra, periferia est di Napoli. Alle 4:30, circa, due persone con un furgoncino bianco sono entrate in un parco e hanno rubato uno scoote legato con due catene, una avanti e l’atra dietro.
Lo scooter aveva appena un anno di vita. Il proprietario scrive sui social : “Mi hanno fatto un danno enorme”.
Le città in Italia più colpite dal fenomeno dei furti di 2 ruote
Le aree con il maggior numero di furti di moto e scooter coincidono ancora con i territori a più alta concentrazione urbana e con un traffico intenso di due ruote. In testa alla graduatoria si colloca Palermo, che anche nel 2025 si conferma la provincia più colpita, registrando un’incidenza di denunce molto elevata in rapporto alla popolazione residente. Subito alle spalle c’è Napoli, dove i furti restano su livelli tra i più alti in Italia. Seguono Livorno e Roma, entrambe oltre la soglia delle 120 denunce ogni 100.000 abitanti. A chiudere la top five è Milano, dove il fenomeno risulta in lieve diminuzione rispetto al 2023, ma continua comunque a rappresentare una criticità per chi utilizza moto e scooter.
Ma in “classifica” ci sono anche altre città dal nord al sud
Dati significativi emergono anche in altre città come Catania, Genova, Trieste, Firenze e Imperia, che fanno registrare numeri tutt’altro che rassicuranti. In questi contesti il problema tende ad accentuarsi soprattutto nei mesi estivi, quando i veicoli vengono lasciati più frequentemente in sosta su strada e per tempi più lunghi.
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