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Bimbo da Gaza ricoverato al Santobono Pausilipon di Napoli

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Nella notte è giunto all’Aorn Santobono Pausilipon di Napoli un bimbo di 10 anni proveniente dalla Striscia di Gaza, trasferito in Italia per ricevere cure altamente specialistiche. Il trasferimento internazionale è avvenuto nell’ambito della missione Medevac. Il piccolo paziente è atterrato all’Aeroporto di Ciampino con un volo militare, sotto la supervisione della Cross di Pistoia, con il coordinamento dell’Unità di Crisi della Farnesina e la supervisione della Regione Campania.

Accoglienza e primo trattamento

Ad accogliere il bambino in Italia un’ambulanza del 118 della Asl Napoli 1 Centro ha effettuato il trasferimento notturno fino al presidio ospedaliero Santobono. Il paziente è stato preso in carico e sarà sottoposto a tutti gli accertamenti necessari. La documentazione inviata dall’Oms indica una lesione dei nervi e del midollo spinale con grave tetraparesi. Secondo il racconto ai sanitari del Santobono, il bambino è stato colpito da un drone ad agosto mentre si trovava nella sua tenda.

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Percorso di cura e supporto alle famiglie

Il bambino sarà seguito dall’equipe di Neurochirurgia, che ha già avviato un iter diagnostico e clinico per la pianificazione della cura, con un team multidisciplinare. Il trattamento potrà avvalersi delle tecniche di neuroriabilitazione della palestra ad alta tecnologia del Presidio Cavallino.

Con il paziente sono presenti la madre e una sorella di 11 anni, assistite dalla Fondazione Santobono Pausilipon per supporto concreto alle famiglie.

Il direttore generale dell’Aorn Santobono Pausilipon Rodolfo Conenna dichiara: “Dall’inizio del conflitto, sono 10 i bambini provenienti dalla Striscia di Gaza che il nostro Ospedale ha accolto e curato, mentre sono 33 i familiari assistiti e sostenuti sotto il profilo abitativo, sociale e clinico”.

Prosegue: “La cura non si esaurisce nel trattamento del singolo paziente: significa assistere l’intero nucleo familiare. Questo per noi è accoglienza. Il nostro Ospedale è aperto ai corridoi umanitari, perché garantire cure a chi non ha accesso alle terapie è un aspetto fondante della nostra mission che ci vede, quotidianamente, impegnati nel coniugare cure di alta specializzazione e assistenza a misura di bambino”.

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