Il cardinale Battaglia: “Basta alla violenza, non abituiamoci alla morte dei giovani”
NAPOLI – PONTICELLI. Un grido forte contro la violenza e un appello alla responsabilità collettiva: è il cuore dell’omelia pronunciata dal cardinale Domenico Battaglia in occasione dei funerali di Fabio Ascione, il 20enne ucciso dopo una sparatoria a Ponticelli. Nel pieno del tempo di Pasqua, il messaggio unisce dolore e speranza, fede e impegno civile.
“La morte non ha l’ultima parola”: il significato della Pasqua oggi
L’omelia parte dal cuore del messaggio cristiano, attualizzato nella tragedia vissuta dalla città: «La morte non ha l’ultima parola… ma questo annuncio deve essere una parola vera, forte». Un invito a non ridurre la Pasqua a rito, ma a viverla come cambiamento concreto nella realtà di Napoli.
Violenza a Napoli: “Troppi giovani uccisi”
Il passaggio più duro è una denuncia diretta della criminalità e delle sue conseguenze: «Troppi funerali di giovani… troppe vite spezzate» «Quando muore un giovane, muore un pezzo di futuro»
“Napoli deve guardarsi allo specchio”
L’omelia richiama la città alle proprie responsabilità: «Napoli deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio»
E mette in luce il problema delle disuguaglianze: «Non siamo una sola città… ci sono ragazzi con opportunità e altri senza futuro»
Basta violenza: il vero scandalo è l’assuefazione
«Il vero scandalo non è solo la violenza. È abituarsi alla violenza»
Da qui l’appello:
«Serve una conversione… un cambio di passo che coinvolga istituzioni, scuola e famiglie»
Il messaggio alla famiglia: “Fabio risorge con Cristo”
Alla famiglia del giovane, parole di fede e consolazione:
«Se Cristo è risorto, Fabio risorge oggi con Lui»
«La sua vita non è perduta»
L’appello ai giovani: scegliere la vita
Diretto ai ragazzi di Ponticelli:
«Non lasciate che questo dolore diventi rabbia che distrugge»
«Fatelo diventare scelta di vita»
Ponticelli e Napoli: “Basta silenzio e paura”
Alla comunità:
«Basta alla violenza. Basta al silenzio. Basta alla paura»
Il cuore dell’omelia è un’esortazione diretta:
«Alzati, Napoli… ricordati che sei terra di vita, non di morte»
«Non lasciare che la violenza racconti la tua identità»
Scegliere la vita: scuole, famiglie e istituzioni
L’indicazione concreta:
«Scegli la vita nelle scuole, nelle famiglie, nelle strade, nelle istituzioni»
Fabio Ascione, memoria che diventa impegno
Nel finale:
«Che il tuo nome diventi un inizio»
Un invito a trasformare il dolore in responsabilità collettiva.
Pasqua a Napoli: una possibilità di rinascita
La conclusione sintetizza il messaggio:
«Si può rinascere. Si può cambiare»
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