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Teatro San Carlo, inchiesta sui conti: 12 indagati

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Si estende il raggio d’azione della Procura di Napoli sulla gestione finanziaria della Fondazione Teatro San Carlo. Il registro degli indagati conta ora dodici nomi, tra i quali spiccano figure di primo piano della precedente amministrazione: l’ex sovrintendente Stéphane Lissner e l’ex direttrice generale Emmanuela Spedaliere. Le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sono pesanti: truffa, falso e peculato.

L’accelerazione nelle indagini è arrivata con le perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza negli uffici della Fondazione. I militari, su delega dei magistrati partenopei, hanno acquisito una mole consistente di documenti contabili e amministrativi, con l’obiettivo di ricostruire i flussi finanziari e le modalità gestionali che hanno preceduto l’insediamento dell’attuale sovrintendente, Fulvio Macciardi.

Il compenso degli artisti gonfiati alle stelle

Il cuore dell’inchiesta si divide in due tronconi. Il primo riguarda i contratti stipulati con star della lirica internazionale, tra cui il celebre tenore Jonas Kaufmann. Secondo l’ipotesi accusatoria, i compensi per gli artisti sarebbero stati gonfiati attraverso l’inserimento di attività collaterali mai effettuate: lezioni, seminari e masterclass che sulla carta giustificavano esborsi aggiuntivi, ma che nella realtà non avrebbero mai avuto luogo. La cifra contestata si aggira intorno ai 212mila euro.

In questo filone, oltre a Lissner e agli artisti coinvolti, risultano indagati per truffa anche Ilias Tzempetodinis, ex direttore dell’Accademia di canto, e altre figure dirigenziali. Un dettaglio tecnico al centro degli approfondimenti riguarda le firme sugli atti: la Procura sospetta che diverse sigle, risultate identiche tra loro, possano essere state apposte digitalmente o senza il diretto intervento del sovrintendente.

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Il secondo filone: le Officine San Carlo di Vigliena

Il secondo fronte d’indagine si sposta verso la periferia est, precisamente alle Officine San Carlo di Vigliena. Qui l’attenzione dei magistrati si è concentrata sulla direzione artistica di Michele Sorrentino Mangini, figlio della Spedaliere. L’ipotesi di peculato nasce dall’organizzazione di spettacoli che, secondo gli investigatori, sarebbero stati del tutto incompatibili con la destinazione d’uso e la missione della struttura.

Le indagini non si limitano agli uffici del Lirico: le Fiamme Gialle hanno setacciato anche le abitazioni private e gli uffici personali di alcuni dei principali indagati. Parallelamente alla giustizia ordinaria, si è mossa anche la Corte dei Conti per accertare un eventuale danno alle casse pubbliche. Al momento, la procedura resta nella fase delle indagini preliminari, durante la quale tutti i soggetti coinvolti avranno la possibilità di presentare le proprie memorie difensive per chiarire la propria posizione.

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