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Caso Domenico, Monaldi: “Nessuna trattativa su richiesta da 3 milioni”

Domenico Monaldi 3 milioni

Si parla di soldi per la morte del piccolo Domenico e, forse, l’opinione pubblica, ancora segnata dalle emozioni di questo terribile caso di malasanità, non era pronta. A una richiesta della famiglia, avanzata nelle ore successive alla morte del piccolo Domenico, l’ospedale Monaldi ha risposto in maniera netta: non si apre alcuna trattativa in assenza di margini negoziali. È la posizione chiarita dall’Azienda in merito alla proposta risarcitoria avanzata dopo la morte del piccolo Domenico, attualmente al centro di un’indagine dell’Autorità giudiziaria

La proposta risarcitoria e la posizione dell’Azienda

Secondo quanto riferito, la proposta stragiudiziale è stata ricevuta il giorno successivo al funerale ed era espressamente qualificata come riservata. La richiesta ammonta a 3 milioni di euro ed è stata formulata in termini dichiaratamente non negoziabili.

Un elemento che, secondo l’Azienda, esclude di fatto la possibilità di avviare un confronto: “Non può parlarsi di mancata apertura di una trattativa, in assenza di un effettivo spazio negoziale”.

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Indagini in corso e valutazioni tecniche

La vicenda resta al vaglio della magistratura nella fase delle indagini preliminari. In questo contesto, ogni valutazione sulla richiesta risarcitoria richiede approfondimenti tecnico-legali, che non possono essere compressi entro tempi unilaterali.

Solo il 24 marzo è pervenuta una richiesta formale di incontro da parte della controparte, immediatamente presa in carico dall’Ufficio legale per l’avvio delle attività organizzative.

“No alla sovrapposizione tra media e diritto”

Nella nota si evidenzia inoltre come la diffusione pubblica di una comunicazione riservata non favorisca un confronto sereno nelle sedi opportune. L’Azienda parla di una “strategia di esposizione mediatica” che rischia di sovrapporre il piano comunicativo a quello tecnico-giuridico.

Il percorso transattivo, viene ribadito, seguirà le procedure previste a tutela dell’interesse pubblico.

Il gesto simbolico e il rapporto con la famiglia

Infine, l’Azienda chiarisce che la piantumazione dell’ulivo è nata spontaneamente dal personale sanitario ed è stata apprezzata dai genitori del piccolo Domenico.

La famiglia, pur chiedendo giustizia, avrebbe ribadito di non nutrire rancore verso medici e infermieri. Una richiesta di verità e chiarezza alla quale, conclude la nota, “tutti noi vogliamo rispondere con determinazione”.

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