Un agguato mortale in pieno giorno a Marano, un assalto fallito poco più tardi a Torre Annunziata, ancora un omicidio ad Arzano. Preoccupa, la scia di violenza criminale registrata in poche ore nel napoletano questo fine settimana. Dietro gli episodi, secondo le primissime ipotesi scollegati fra loro, si intravede una finalità comune: affermare un cambio di passo nel panorama malavitoso, con la forza, platealmente.
Due omicidi, sabato, a Marano e ad Arzano
Due morti a dodici ore di distanza, entrambi legati agli ambienti di camorra. Il primo, a Marano, era Castrese Palumbo, classe 1946. L’uomo, legato al clan Nuvoletta, era uscito dal carcere dopo l’ennesima reclusione per reati legati alla droga, al riciclaggio e, soprattutto, al racket sulle attività edilizie. Palumbo, legato alla vecchia guardia dei Nuvoletta, potrebbe essere stato preso di mira per mandare un messaggio chiaro. Il passato è passato, ora i soldi della malavita devono finire altrove.
Anche Armando Lupoli, la vittima dell’agguato di Arzano, sarebbe stato un nome legato a una galassia criminale del passato. Il 49enne, si apprende, sarebbe ritenuto vicino agli Amato Pagano, gli ex scissionisti della faida di Scampia. Sempre secondo le primissime ricostruzioni dei fatti, Lupoli sarebbe stato affiancato mentre era in auto con la moglie da un commando armato. Forse solamente ferito dai primi colpi esplosi, avrebbe tentato la fuga ma senza successo. I killer hanno sparato più volte, lasciandolo senza vita al volante per poi allontanarsi di corsa da via Mazzini.
La violenza per affermare i nuovi equilibri criminali
Sicari in azione nel traffico, in un caso addirittura in pieno giorno. E altrettanto plateale è stato l’agguato andato in scena a Torre Annunziata, che ha visto un commando armato entrare in azione tra la folla di via Roma. Un episodio che, sommato agli altri due della stessa giornata, riaccende i riflettori sul mondo della criminalità organizzata nel napoletano. Un universo su cui le autorità erano già tornate a puntare lo sguardo dopo l’omicidio di Salvatore De Marco avvenuto nei giorni scorsi a San Giovanni a Teduccio. Tutti episodi sintomatici del fatto che gli equilibri criminali nel partenopeo stanno cambiando.
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