Sul caso di Domenico Caliendo emerge un nuovo elemento documentale: già dal 4 febbraio scorso, prima che la vicenda diventasse di dominio pubblico, esisteva una relazione interna dell’Ospedale Monaldi inviata agli uffici regionali della Tutela della Salute e al Centro Regionale Trapianti. Nel documento, firmato dalla direttrice generale Anna Iervolino e dalla direttrice sanitaria Angela Annecchiarico, vengono ricostruiti i passaggi centrali del caso: l’uso del ghiaccio secco, l’anticipo dell’espianto del cuore, il timing in sala operatoria e le possibili criticità comunicative tra l’équipe di Bolzano e quella napoletana.
La richiesta di sospendere il servizio di trapianti di cuore pediatrico
Nella stessa nota compare anche una richiesta straordinaria: la sospensione immediata del servizio di trapianto di cuore pediatrico. Un elemento ora al centro delle verifiche degli ispettori ministeriali, del Nas e della Procura di Napoli.
L’indagine coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante punta inoltre a chiarire il tema del ghiaccio secco utilizzato nel trasporto dell’organo dal Ospedale San Maurizio, circostanza che avrebbe compromesso il cuore destinato al piccolo paziente.
La contestazione più grave: la mancata comunicazione ai genitori
Sul piano disciplinare restano sotto esame le sospensioni dei chirurghi Gabriella Farina e Guido Oppido. Tra i profili contestati vi sarebbe soprattutto il mancato completo trasferimento di informazioni ai genitori del bambino sulle criticità emerse dopo il 23 dicembre, con possibili riflessi sul rapporto di trasparenza medico-paziente.
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