Condannata a trent’anni di carcere la madre del piccolo Giuseppe Dorice, il bimbo di sei anni ucciso a bastonate nel 2019 a Cardito. La decisione è arrivata dalla Corte di Assise d’Appello di Napoli al termine del processo bis. La Cassazione, in passato, aveva già annullato una precedente condanna all’ergastolo.
Nuova condanna a trent’anni per la mamma di Giuseppe Dorice
Valentina Casa è stata ritenuta responsabile non per aver partecipato all’omicidio, ma per non averlo impedito. I giudici hanno infatti escluso le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi, riconoscendo un comportamento omissivo durante il violento pestaggio compiuto dal compagno, Tony Essobtì Badre, già condannato in via definitiva all’ergastolo.
I fatti risalgono al 27 gennaio 2019. In quella casa, Giuseppe venne picchiato per oltre un’ora. Con lui anche la sorella Noemi, che oggi ha 14 anni e che riuscì a salvarsi fingendosi morta. Una testimonianza drammatica, resa in aula in modalità protetta, ha ricostruito quei momenti: la bambina tentò più volte di suggerire al fratellino di restare immobile per evitare i colpi. Un tentativo che però non bastò a salvargli la vita.
Le indagini sulla tragedia
Secondo le indagini, solo dopo essersi accorto della gravità della situazione, l’uomo uscì di casa. L’allarme fu lanciato dal fratello, quando ormai era troppo tardi.
Una vicenda che sconvolse l’intero Paese e che, secondo l’accusa, si consumò anche nel silenzio di chi avrebbe potuto intervenire. Oggi, però, a Cardito il ricordo di Giuseppe resta vivo: il suo nome è stato dato a un asilo comunale, per trasformare una tragedia in un simbolo di impegno e tutela dell’infanzia.






























