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“Remigratevi voi”, centri sociali contro la propaganda di Casapound

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Centri sociali in protesta, ieri al Vomero, contro il banchetto per la Remigrazione organizzato da Casapound. “Remigratevi voi”, la risposta di attiviste e attivisti partenopei, separati dai militanti di destra dalle forze dell’ordine.

Attivisti dei centri sociali contro la Remigrazione

Al civico 88 – numero tutt’altro che casuale, nella simbologia dell’estrema destra – il banchetto per la Remigrazione voluto da Casapound. Dall’altro lato della strada, attiviste e attivisti dei centri sociali antifascisti di Napoli. C’era aria di tensione, ieri, in via Scarlatti, ma non c’è mai stata una vera e propria escalation. Il confronto tra i militanti del movimento politico di estrema destra e i loro contestatori è stato a distanza.

Cori, striscioni, qualche parola lanciata da un lato all’altro del cordone di sicurezza delle forze dell’ordine. Alla fine, il banchetto (autorizzato dalle istituzioni, rende noto la Sezione Berta su Facebook) si è spostato in piazza Vanvitelli. A poco più di 24 ore dai fatti, in rete continuano le stoccate al vetriolo, tra i due gruppi.

La nota della Sezione napoletana di Casapound

“Quello che è accaduto oggi al Vomero è sconcertante. Un gruppetto dei centri sociali ha occupato lo spazio regolarmente autorizzato da giorni del comitato Remigrazione e Riconquista”. Si apre così, la nota affidata al web, con cui la Sezione Berta di Casapound denuncia la contestazione subita dai movimenti antifascisti di Napoli. “La Questura di Napoli, tanto solerte nell’infliggere misure cautelari, divieti di dimora e denunce per manifestazione non autorizzata ai patrioti non è riuscita a garantire un diritto costituzionalmente tutelato piegandosi di fatto alla prepotenza di 10 ragazzini e di quell’antifascismo militante che, seppure ai minimi storici in termini di partecipazione, è ancora ampiamente coccolato e protetto a più livelli delle istituzioni napoletane”.

Quindi, la dura presa di posizione nei confronti dei cosiddetti antagonisti. “Avremmo potuto prendere a calci in culo questi scappati di casa e farli correre fino a Baia Domizia, come abbiamo sempre fatto con chiunque abbia provato a tapparci la bocca, ma il nostro senso di responsabilità ed il rispetto verso il comitato, le persone venute a firmare e la tematica ci hanno costretto a darci un pizzico sulla pancia e tollerare questo abuso”. Poi, l’affondo. “La nostra pazienza ha un limite e non siamo abituati a porgere l’altra guancia davanti alla prevaricazione ed all’arroganza. Non succederà più. Se chi di competenza non è in grado di garantire i nostri diritti, ci penseremo da soli”.

La replica dei collettivi antifasctisti partenopei

“Ieri al Vomero abbiamo deciso di interrompere pacificamente un banchetto del Comitato “Remigrazione”, arrivando all’orario in cui era prevista l’iniziativa per riappropriarci di quello spazio, confrontandoci con il quartiere sulla pericolosità della deriva autoritaria e neofascista in tutta Europa e dei conflitti che si espandono pericolosamente su scala globale”. Così, invece, comincia la lunga invettiva critica dei centri sociali antifascisti di Napoli, i cui attivisti sono scesi ieri a contestare la propaganda per la remigrazione. “Crediamo che vada fatta chiarezza e informazione sulla natura dell’iniziativa che vede come primi firmatari in Italia i neofascisti di Casapound, Fronte Veneto Skinhead e Rete dei Patrioti”.

“Una nota di disgusto va alla scelta di collocare i banchetti in molte città sotto i civici 88, codice utilizzato fin dal secondo dopoguerra per indicare “Heil Hitler”, una simbologia che riteniamo grave e allo stesso tempo ridicola. Ci siamo assunti la responsabilità di cacciare il manipolo napoletano di Casapound, presentatosi come sempre in 4, lo abbiamo fatto contrapponendo all’odio razziale un messaggio di solidarietà a tutti quei “sans papier” costretti ad una vita precaria o alla detenzione nei CPR. Napoli è una città culturalmente, politicamente e geograficamente di accoglienza e fratellanza con i popoli del sud globale. Siamo gli eredi degli scugnizzi, dei femmenielli e dei partigiani che nel 43’ si liberarono da soli e senza alcuna paura dai nazifascisti”.

“Abbiamo letto il comunicato di risposta dalla pagina della Sezione Berta”, concludono. “Lo zelo con cui scrivono ciò che avrebbero potuto fare, “cacciarli a calci in culo”, è in netta discrepanza con ciò che hanno fatto. Andare via e attendere lo schieramento delle forze dell’ordine per allestire il banchetto, tenutosi per qualche minuto sotto la pioggia in una Piazza Vanvitelli ormai vuota. Il piagnisteo è proseguito con dei ridicoli appelli alle libertà sancite dalla Costituzione, ma riteniamo che il tema non si ponga in quanto la stessa prevederebbe che loro non esistano; succederà ancora che gli antifascisti e le antifasciste di questa città vi ricacceranno nelle fogne”.

https://www.sicomunicazione.it/remigrazione-vomero-casapound-centri-sociali-contestazione/

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