Svolta nel caso dell’omicidio di Fabio Ascione, il 20enne ucciso a Ponticelli: saranno celebrati i funerali in chiesa, ma senza corteo. Il giovane, incensurato, è stato riconosciuto come vittima innocente. Una decisione che arriva dopo giorni di polemiche, in seguito al primo diniego delle esequie religiose che aveva suscitato dolore e indignazione nel quartiere.
Una vittima innocente
Fabio lavorava da pochi mesi in un bingo a Cercola e conduceva una vita lontana da qualsiasi contesto criminale. Nella notte tra lunedì e martedì stava rientrando a casa dopo il turno di lavoro quando è stato raggiunto da un colpo fatale nei pressi del cosiddetto “Parco di Topolino”. Una morte che, secondo gli inquirenti, non lascia dubbi sull’estraneità del giovane a dinamiche camorristiche.
Caccia al responsabile
Le indagini si concentrano su un giovanissimo, forse minorenne o appena maggiorenne, ritenuto vicino a un clan della zona. Secondo la ricostruzione più accreditata, il colpo sarebbe partito accidentalmente mentre il ragazzo maneggiava una pistola. Una pista che prende sempre più corpo, anche se al momento non si escludono altre ipotesi.
Omertà e indagini difficili
Gli investigatori si trovano di fronte a un muro di omertà. Le testimonianze raccolte risultano contraddittorie e non ci sono immagini utili dalle telecamere di sorveglianza. Questo rende complessa la ricostruzione esatta di quanto accaduto nella notte tra via Carlo Miranda e l’area delle “Case di Topolino”.
Le ipotesi sullo sfondo
Resta aperta anche l’ipotesi di uno scontro tra gruppi di giovani di Ponticelli e Volla, iniziato poche ore prima con una sparatoria senza feriti. In questo scenario, Fabio Ascione potrebbe essere stato colpito per errore. Tuttavia, nelle ultime ore prende forza la tesi dell’incidente, con il colpo partito in modo involontario.


























