La prima inesattezza riguarda l’età. Sergio Tia non aveva 42 anni, come riportato in diverse ricostruzioni giornalistiche, ma 44 anni. Aveva una moglie e un figlio di 8 anni, non di 5.
Sono proprio queste le prime correzioni che la famiglia vuole mettere in evidenza dopo la morte improvvisa di Sergio, trovato senza vita nella sua abitazione di viale Italia ad Avellino.
A parlare è Roberto, fratello di Sergio, che ha deciso di intervenire per contestare una serie di ricostruzioni che, a suo giudizio, hanno aggiunto particolari non corrispondenti a quanto realmente accaduto.
«Si leggono tantissime ricostruzioni fantasiose su quanto accaduto a Sergio», racconta Roberto, spiegando che la famiglia è rimasta profondamente amareggiata soprattutto per gli errori relativi alla vita personale del 44enne.
La versione della famiglia: «È stato un malore»
Secondo Roberto e secondo quanto riferisce la famiglia, Sergio non sarebbe stato vittima di un’aggressione, ma di un malore improvviso, fulminante e fatale.
La ricostruzione fornita dal fratello è precisa: Sergio avrebbe avuto un malore mentre si trovava nella sua abitazione e, perdendo improvvisamente conoscenza, sarebbe caduto a peso morto.
Nella caduta avrebbe urtato contro un tavolino, procurandosi una profonda ferita alla fronte.
È questa, secondo la famiglia, la dinamica che potrebbe spiegare le lesioni riscontrate sul corpo.
Roberto precisa però che le cause della morte potranno essere stabilite soltanto dagli accertamenti medico-legali e dall’autopsia.
«Aspettiamo l’autopsia prima di fare ricostruzioni fantasiose»
La famiglia non vuole anticipare conclusioni che spettano agli investigatori e ai medici legali. Proprio per questo Roberto invita ad attendere gli esiti dell’autopsia.
«Per i dettagli bisogna aspettare gli esiti dell’autopsia», sottolinea.
L’esame, che dovrebbe essere disposto dalla Procura della Repubblica, sarà fondamentale per stabilire le cause del decesso e verificare la dinamica della caduta.
La salma di Sergio si trova all’obitorio dell’ospedale Moscati, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Il dolore per un figlio di appena 8 anni
Tra gli aspetti che la famiglia ha voluto correggere con maggiore forza c’è anche quello relativo al figlio di Sergio.
Il 44enne lascia infatti un bambino di 8 anni. Un particolare che, secondo i familiari, è stato riportato in maniera errata in alcune ricostruzioni.
Un errore che per chi sta vivendo il dolore della perdita non rappresenta un semplice dettaglio, ma riguarda direttamente la storia personale di Sergio e della sua famiglia.
Sergio, «sempre disponibile e con il sorriso»
Roberto vuole però che il fratello venga ricordato soprattutto per quello che era, lontano dalle ricostruzioni e dalle ipotesi sulla sua morte.
Sergio era una persona molto conosciuta e benvoluta. Un uomo sempre disponibile, pronto ad aiutare gli altri e capace di creare rapporti con grande naturalezza.
Chi lo conosceva ricorda soprattutto il suo sorriso e la sua ironia. Aveva sempre una battuta pronta, quella capacità di sdrammatizzare le situazioni e di regalare un sorriso anche quando le circostanze non erano semplici.
È questo il ricordo che oggi resta alla famiglia: quello di un uomo amato, di un marito, di un fratello, di un figlio, di un padre e di un amico che aveva ancora molto da vivere.
Le indagini della Squadra Mobile
Sul caso proseguono gli accertamenti della Squadra Mobile della Questura di Avellino, coordinati dalla Procura della Repubblica.
Gli investigatori hanno effettuato i rilievi nell’abitazione e stanno verificando tutti gli elementi utili a ricostruire le circostanze della morte.
La famiglia chiede rispetto per Sergio
Il messaggio di Roberto è soprattutto un appello alla prudenza. La famiglia non vuole che la morte di Sergio venga trasformata in un racconto costruito su supposizioni o dettagli non verificati.
Gli accertamenti della Procura e l’autopsia dovranno stabilire cosa sia realmente accaduto.
Nel frattempo, la famiglia chiede che venga rispettato il dolore di chi ha perso Sergio e, soprattutto, che venga restituita alla sua memoria la sua vera identità.
Quella di un uomo di 44 anni, padre di un bambino di 8 anni, amato da sua moglie, dai suoi familiari e dagli amici, sempre disponibile, con il sorriso e con una battuta pronta.
Un ricordo che oggi, per chi gli ha voluto bene, vale più di qualsiasi ricostruzione.




























