Ergastolo per Salvatore Ocone, il 59enne accusato di aver ucciso la moglie Elisa e il figlio Cosimo, 15 anni, nella strage di Paupisi, nel Beneventano.
La sentenza è stata pronunciata oggi e accoglie la richiesta del procuratore di Benevento Nicola D’Angelo. I fatti risalgono al 30 settembre 2025: secondo l’accusa, Ocone colpì mortalmente la moglie, 49 anni, e il figlio con una grossa pietra.
Nella stessa aggressione rimase ferita anche la figlia Antonia, allora 17enne, sopravvissuta alla strage. Per lei la Corte ha disposto un risarcimento di 80mila euro. Cinquantamila euro, invece, sono stati riconosciuti all’altro figlio, Mario, che quel giorno non si trovava a Paupisi.
Per Ocone anche otto mesi di isolamento diurno.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Giovanni Santoro, aveva chiesto di tenere conto della vulnerabilità psicologica dell’imputato. La richiesta non è stata accolta. Due precedenti perizie avevano infatti stabilito che Ocone era capace di intendere e di volere al momento dei delitti.



























