Un debito di appena 50 euro e la letale indifferenza di chi ha assistito senza muovere un dito: è la tragica fine di Guido Roviello, 62 anni, uomo senza dimora descritto da tutti come buono e sensibile, già sopravvissuto a un gravissimo pestaggio nel 2019 grazie al sostegno dell’associazione “Angelo degli Ultimi”.
Nel cuore di Caserta, in piazza Sant’Anna, a pochissimi metri dal comando della Guardia di Finanza e da un punto Caritas, l’uomo è stato aggredito a morte da un quarantenne di nazionalità romena (e non ucraina, come emerso inizialmente), anch’egli clochard, che ha poi sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità spingendo il gip a convalidare il fermo per omicidio aggravato da futili motivi.
Nonostante l’intervento dei finanzieri, allertati da un passante quando le condizioni di Guido erano ormai disperate, la vicenda ha travalicato la cronaca nera per trasformarsi in un’inquietante domanda morale attraverso la denuncia del vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua, Pietro Lagnese.
Il presule ha infatti puntato il dito contro l’omertà e l’apatia degli spettatori dell’aggressione, collegando il dramma alla recente scomparsa per cause naturali di un altro senzatetto sotto i portici della città.
Richiamando l’attenzione su contesti di profonda solitudine e degrado, Lagnese ha ribadito che la povertà estrema non può essere ridotta a una semplice questione di “decoro urbano”: dietro ogni invisibile ci sono storie, fragilità e una dignità calpestata che chiedono disperatamente soltanto di essere viste e ascoltate.
Urge una comunità, una società “che sceglie di non voltarsi dall’altra parte”. Nel frattempo, per Guido Roviello resta una promessa concreta: una sepoltura dignitosa. Il vescovo e la diocesi si sono messi a disposizione per garantirla, “come segno di rispetto per la dignità inviolabile di ogni persona”.





























