Un blitz lampo dei Carabinieri della stazione di Casavatore ha chiuso la latitanza di Vincenzo Pagano, 62 anni, figura di spicco della camorra dell’area nord di Napoli.
Fratello del boss Cesare, cofondatore del clan degli Scissionisti e protagonista della sanguinosa faida dei primi anni Duemila contro i Di Lauro, il ras noto come “Sce sce” è stato sorpreso da solo in un covo di via San Pietro. Privo di vie di fuga, si è arreso senza opporre resistenza ai militari che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa a giugno dalla DDA per un’estorsione ai danni di due imprenditori edili.
L’appartamento del nascondiglio racchiude un dettaglio: si trova nello stesso immobile dove, mesi prima, le vittime erano state convocate per subire le prime intimidazioni. L’escalation era iniziata a inizio anno con l’imposizione di «mettersi a posto con gli amici di Casavatore».
Al rifiuto dei due fratelli costruttori sono seguite ritorsioni crescenti: dalla pretesa di un’Audi RS3 da circa 80mila euro formulata tramite videochiamata, fino all’aggressione pubblica con calci, pugni e sputi nella piazza principale della città, a due passi dal Municipio, nel tentativo di piegarne la resistenza ed esibirne la sottomissione. A spezzare la morsa del racket è stato il coraggio degli imprenditori, che hanno denunciato ogni dettaglio ai Carabinieri della compagnia di Casoria.
Le indagini, coordinate dai magistrati della DDA Giuliano Caputo e Sergio Amato, avevano già portato a fine giugno all’arresto dei complici Lino Caiazza, figlio del ras “zio Pierino”, ed Elpidio Patricelli, genero del capozona Ernesto Ferone. Con la cattura di Pagano si chiude definitivamente il cerchio attorno al gruppo criminale: il 62enne si trova ora in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al GIP, assistito dall’avvocato Gennaro Pecoraro, al termine di un’operazione che restituisce sicurezza al tessuto produttivo dell’area nord.



























