Dieci arresti domiciliari e altre misure cautelari nell’inchiesta sui lavori dell’Alta Velocità Napoli-Bari. Al centro delle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura, ci sono presunti episodi di corruzione, sfruttamento della manodopera e irregolarità nella gestione dei cantieri.
Le misure sono state disposte dopo gli interrogatori preventivi degli indagati. L’inchiesta riguarda alcuni cantieri nelle province di Napoli, Avellino e Benevento e, secondo l’accusa, non coinvolge Rfi, ma altri soggetti della filiera degli appalti.
Ecco qualche episodio contestato
Tra gli episodi contestati, presunti pagamenti illeciti e regali in cambio di favori nell’assegnazione dei lavori, informazioni sulle offerte concorrenti e agevolazioni nei pagamenti. Gli investigatori hanno sequestrato denaro nascosto anche all’interno di pacchi natalizi, oltre a orologi di lusso, telefoni e altri beni.
Un altro capitolo riguarda il cantiere di Grottaminarda, dove sarebbero stati impiegati 34 lavoratori egiziani in condizioni definite particolarmente gravose, con turni molto lunghi e paghe inferiori ai minimi contrattuali. L’ipotesi è quella dello sfruttamento della manodopera.
Coinvolta anche gestione dei rifiuti
Gli accertamenti riguardano inoltre lo smaltimento di rifiuti, anche con presenza di amianto, e la qualità del calcestruzzo utilizzato in un cantiere dell’Alta Velocità. Secondo il giudice, quest’ultimo aspetto presenta profili di particolare gravità anche sotto il profilo della sicurezza dell’opera.






























