Una frazione di secondo, un semplice “like” sul display di uno smartphone, ha rischiato di spezzare per sempre e in modo definitivo il destino già fragile di un ragazzo di ventinove anni. Nel 2019, infatti, era sopravvissuto a un drammatico incidente stradale che però gli era costato l’amputazione di una gamba. Nonostante quella terribile mutilazione, stava provando a ricostruire con dignità la propria esistenza sulla sola gamba rimasta, la sinistra. Quella stessa gamba che, in un pomeriggio di pura follia, è diventata il bersaglio mobile di un aggressore spietato.
Chi ha sparato avrebbe legami con la camorra
A impugnare l’arma e a premere il grilletto è stato un giovane del posto, un ragazzo ritenuto dagli inquirenti strettamente legato da vincoli di parentela a un presunto esponente di spicco della criminalità organizzata locale, convinto di poter farsi giustizia da sé per quel misero apprezzamento virtuale lasciato sul profilo social della sua fidanzata. Un colpo secco, ravvicinato ed esploso con agghiacciante precisione, mirato proprio all’unico arto che permetteva al ventinovenne di camminare. Subito dopo aver fatto fuoco, quasi a voler completare un macabro rituale di sottomissione, l’assalitore ha strappato con la forza il cellulare dalle mani insanguinate della vittima, trasformandolo in un trofeo da esibire o forse in una prova scomoda da far sparire.
Il coraggio di dire la verità
Nei primi momenti successivi al ferimento, il giovane ferito aveva tentato di proteggersi raccontando agli inquirenti una versione edulcorata, sostenendo di essere stato l’ennesima vittima casuale di una rapina degenerata nel sangue. Tuttavia, con il passare delle ore e grazie al fondamentale supporto del suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, il ventinovenne ha trovato dentro di sé il coraggio necessario per squarciare il velo di paura e omertà, decidendo di ricostruire con millimetrica precisione ogni singolo istante di quel pomeriggio da incubo.
Braccato dagli agenti della Questura di Napoli, che gli hanno notificato un blindatissimo provvedimento di fermo, l’aggressore ha infine ceduto durante l’interrogatorio di garanzia, ammettendo le proprie pesanti responsabilità. Si configurano i reati di porto e detenzione illegale di arma da fuoco, lesioni gravi e rapina.



























