Francesca Tucci morta dopo un intervento al Cardarelli, la difesa contesta la perizia

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La difesa della famiglia di Francesca Tucci, la giovane di 24 anni deceduta dopo un intervento chirurgico all’ospedale Cardarelli di Napoli, contesta la relazione dei periti nominati nell’ambito dell’indagine sul decesso. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei familiari, ritiene che il documento sia incompleto e non risponda adeguatamente ai quesiti formulati dalla Procura.

«La difesa della famiglia di Francesca Tucci non contesta i periti ma la loro relazione, che è sbagliata e incompleta», ha dichiarato il legale, spiegando che, a suo giudizio, non ci sarebbero le necessarie garanzie di serenità per rispondere alle domande degli inquirenti. Per questo motivo, la difesa chiede la nomina di un collegio peritale esterno alla Campania.

Depositata una memoria in Procura

L’avvocato Petruzzi ha depositato una memoria al sostituto procuratore della Repubblica di Napoli che coordina il procedimento giudiziario sulla morte della ventiquattrenne. Nel documento vengono evidenziati i punti della relazione che, secondo la difesa, non sarebbero coerenti con i quesiti posti dall’autorità inquirente.

L’iniziativa punta a sottoporre nuovamente all’attenzione della Procura le criticità individuate dai familiari e dai loro legali, nell’ambito degli accertamenti sulle circostanze del decesso.

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La richiesta di incidente probatorio davanti al gip

Tra le richieste della difesa c’è anche quella di sollecitare il pubblico ministero a chiedere un incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari (gip). Si tratta di uno strumento processuale che consente di assumere una prova durante le indagini preliminari, con le garanzie previste dal contraddittorio tra le parti.

Petruzzi ha sottolineato che rientra nei diritti della difesa sollecitare questa iniziativa e ha annunciato che continuerà a seguire con attenzione anche l’eventuale composizione del collegio peritale nominato dal giudice.

Il precedente del caso Domenico Caliendo

Nel suo intervento, il legale ha richiamato anche il caso di Domenico Caliendo, il bambino morto dopo un trapianto di cuore fallito. Petruzzi ha ricordato di aver già contestato, in quel procedimento, la scelta di un cardiochirurgo individuato per far parte del collegio incaricato degli accertamenti sui due cuori del piccolo.

Un precedente che, secondo l’avvocato, rafforza la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle modalità di individuazione dei consulenti e sul lavoro peritale. Anche per il caso di Francesca Tucci, la difesa intende quindi continuare a contestare gli aspetti della relazione ritenuti non adeguati e a chiedere ulteriori garanzie nello svolgimento degli accertamenti.

Le contestazioni espresse dall’avvocato rappresentano la p

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