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Legambiente lancia l’allarme: oltre 14mila cani rischiano di restare per sempre nei canili italiani

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immagine presa dal web generica per articolo maltrattamento cane

Sono oltre 14mila i cani che in Italia rischiano di trascorrere tutta la loro vita nei canili rifugio. A lanciare l’allarme è Legambiente attraverso il XV rapporto nazionale “Animali in Città”, presentato a Roma a pochi giorni dalla Giornata internazionale del cane randagio, in programma il 27 luglio.

Secondo i dati raccolti dall’associazione, nel 2025 nei 221 comuni monitorati oltre due cani su dieci tra quelli entrati nei canili rifugio, circa 3mila animali, non sono stati né adottati né restituiti ai legittimi proprietari.

Una situazione che, secondo le stime di Legambiente, su scala nazionale potrebbe coinvolgere più di 14mila cani.

Abbandoni, cucciolate incontrollate e poca formazione tra le cause principali

L’emergenza non sarebbe legata soltanto agli abbandoni, soprattutto durante il periodo estivo. Tra le cause che alimentano il fenomeno ci sono anche le cucciolate domestiche non controllate, il crescente mercato online degli animali, la mancata iscrizione all’anagrafe canina e una generale carenza di formazione da parte dei proprietari.

Per Legambiente molti problemi potrebbero essere prevenuti attraverso una maggiore consapevolezza e strumenti adeguati per chi sceglie di accogliere un cane in famiglia.

Il costo dei canili: quasi 2mila euro all’anno per ogni animale

La permanenza prolungata nelle strutture ha anche un impatto economico significativo. Secondo il rapporto, mantenere un cane in un canile rifugio costa mediamente circa 1.900 euro all’anno, con cifre che possono variare da 1.300 a 2.550 euro in base alle rette applicate.

Al contrario, formare un proprietario sulle corrette modalità di gestione dell’animale avrebbe un costo molto più contenuto: tra 100 e 250 euro una tantum.

Le sei proposte di Legambiente al Parlamento

Per affrontare il problema, Legambiente ha presentato sei proposte operative rivolte al Parlamento. Tra queste:

  • l’istituzione di un fondo nazionale vincolato per garantire servizi veterinari essenziali;
  • la riduzione dell’Iva sulle prestazioni veterinarie dal 22% al 10%;
  • una maggiore integrazione tra anagrafe degli animali, servizio sanitario e servizi sociali;
  • il recepimento del primo regolamento europeo dedicato al benessere e alla tracciabilità di cani e gatti.

L’obiettivo è spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione.

Napoli tra le grandi città più virtuose nella gestione degli animali

Nel rapporto trova spazio anche il Premio nazionale Animali in Città, assegnato alle realtà che si distinguono nella tutela e gestione degli animali.

Al primo posto si confermano San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, e Modena, uniche città ad aver raggiunto il livello definito “eccellente”. Seguono Piacenza e Bolzano, entrambe nuove entrate nella classifica.

Tra le grandi città italiane, Napoli conquista un posto sul podio per le politiche dedicate alla gestione degli animali.

https://www.sicomunicazione.it/legambiente-oltre-14mila-cani-rischiano-vita-canili-italiani/

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