45mila voci in coro al Maradona, commosse, emozionate, unite. È stata una serata-evento unica, quella di Liberato a Napoli: un ritorno a casa festeggiato con uno spettacolo immediatamente sold-out attesissimo tanto dai fan del progetto quanto dall’anonimo artista partenopeo, che in cuor suo sognava di approdare nel tempio del calcio azzurro.
“Ne abbiamo fatta di strada”, ha detto a un certo punto rivolgendosi al pubblico come si fa in una chiacchiera tra amici, parlando al microfono da un palco futuristico allestito per un mega show fantasmagorico. L’estetica non è minimale, ma sfarzosa, esagerata come le visioni lisergiche sui maxischermi. Nella scaletta, le hit più energiche inframezzate da momenti acustici come “Intostreet” e “Gaiola Portafortuna” eseguite a voce e pianoforte.
Fra il pubblico, alla fine, qualche remora per l’audio non adeguato ovunque all’interno dello stadio, ma poco male. Lo spettacolo è stato un successo e anche chi ha accusato i problemi acustici, alla fine, è tornato a casa con la pelle d’oca. Una festa, per Liberato, che è solo il primo passo. Il 2027 sarà l’anno del decennale di “Nove Maggio”: l’anniversario di un esordio che ha scritto una nuova pagina della musica partenopea a livello internazionale.



























