Nicolò torna a volare: una nuova scuola, una nuova speranza

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Avevamo parlato della storia di Nicolò. Un ragazzino autistico di tredici anni che per un mese circa ha dovuto rinunciare alla scuola, perchè gli avevano cambiato il docente di sostegno, a inizio anno scolastico, grazie al quale aveva raggiunto ottimi risultati scolastici e relazionali e con il quale aveva un rapporto di piena fiducia. Una situazione che aveva creato in lui un forte stress e relativa regressione per il ragazzino avversivo nei confronti del nuovo docente.

Finalmente la svolta: Nicolò è tornato a scuola

Sua mamma, Annarita Ruggiero, ha lanciato numerosi appelli affinché venisse trovata una nuova scuola davvero accogliente e inclusiva per fermare l’aggravamento e consentire a Nicolò di recuperare, per quanto possibile, i progressi fatti.

Per Nicolò finalmente c’è una nuova scuola: l’I.C. Alfano – Quasimodo di Salerno.

Dopo mesi difficili, segnati da sofferenza, incomprensioni e ostacoli, il “bambino con le ali spezzate” può tornare a volare. E lo fa tra le mani di una comunità scolastica che ha scelto di accogliere, ascoltare e prendersi cura di lui. La Dirigente scolastica, Dott.ssa Filomena Sarcano, insieme ai docenti, al personale e agli studenti dell’Istituto, ha risposto con sensibilità e responsabilità a un grido di aiuto che non poteva restare inascoltato. Non solo una scuola, ma una comunità che si è fatta casa.

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L’emozione di mamma Annarita

Profondamente emozionata, mamma Annarita racconta: «Siamo grati e riconoscenti alla nuova scuola Alfano – Quasimodo, alla Dirigente, ai docenti, agli alunni e a tutte le persone che hanno reso possibile questo nuovo inizio per Nicolò». Mamma Annarita lo dice con chiarezza: «Nicolò è uno dei tanti. Questo non deve accadere mai più a nessun altro». Un appello che diventa responsabilità collettiva.
Perché ogni storia come questa interroga il sistema, le istituzioni, la società.

Una lettera che segna un passaggio

Prima di chiudere definitivamente una porta, Nicolò ha voluto lasciare un messaggio. Una lettera semplice, ma carica di significato: «Cara scuola, sono Nicolò, ti saluto, mi sei stata amica fino all’anno scorso.
Ci sono stati troppi problemi, mi resterai nel cuore ma ho bisogno di nuovi amici e tanta gioia. Buona scuola a tutti. Nicolò Botta»

Una comunità che risponde

Quella di Nicolò non è stata solo una storia personale. È diventata una vicenda collettiva che ha mobilitato cittadini, associazioni, esponenti politici, media locali e nazionali. Una rete che ha scelto di non restare indifferente. L’ingresso di Nicolò all’Alfano – Quasimodo rappresenta molto più di un trasferimento scolastico. È il simbolo di ciò che la scuola può e deve essere: un luogo sicuro, uno spazio di ascolto, un presidio di diritti. Un luogo dove nessuno resta indietro.

Si riparte

Dopo sei mesi di attesa, dolore e battaglie, Nicolò può finalmente ricominciare. E questa volta non è solo. Accanto a lui c’è una scuola che ha scelto di esserci davvero.

E quando una scuola accoglie, comprende e si prende cura, non cambia solo una storia: cambia il futuro.

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https://www.sicomunicazione.it/nicolo-torna-a-volare-una-nuova-scuola-una-nuova-speranza/

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