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Sequestro nel Napoletano: scoperto traffico illecito di rifiuti ferrosi destinati all’estero

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CAIVANO – Maxi operazione dei carabinieri del Gruppo Tutela Ambientale e Sicurezza Energetica di Napoli in un’azienda specializzata nel recupero e trattamento di rottami ferrosi. Su disposizione del gip del tribunale di Napoli Nord, i militari hanno sequestrato circa 2mila tonnellate di materiale ferroso, 14 automezzi, 60 container utilizzati per le spedizioni internazionali e diversi macchinari industriali.

L’indagine partita dal porto di Napoli

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli Nord guidata dal procuratore Domenico Airoma, ha preso avvio dopo un controllo effettuato al molo 42 del porto di Napoli. I carabinieri avevano fermato quattro autoarticolati provenienti da Caivano e diretti al porto turco di Izmir.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, all’interno dei carichi non erano presenti soltanto rottami ferrosi, ma anche rifiuti considerati pericolosi, tra cui bombolette spray, oli esausti, grassi industriali e parti di veicoli non correttamente bonificati.

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Documenti regolari ma carichi non conformi

Gli autisti dei mezzi avrebbero esibito documentazione apparentemente conforme al regolamento europeo relativo alla spedizione dei rifiuti all’estero. Tuttavia, i controlli tecnici hanno evidenziato la presenza di materiali incompatibili con quanto dichiarato nei documenti di trasporto.

Da qui la decisione di approfondire le verifiche direttamente nell’azienda di Caivano, dove i militari del Noe hanno scoperto un presunto sistema illecito di gestione e deposito di rifiuti.

Rifiuti abbandonati e assenza di autorizzazioni

Nel corso delle ispezioni sarebbero state trovate grandi quantità di rottami abbandonate sul terreno aziendale. Inoltre, secondo gli investigatori, la società non disponeva delle autorizzazioni necessarie per la gestione di rifiuti speciali pericolosi.

Le analisi effettuate dai tecnici Arpac avrebbero rilevato anche tracce di idrocarburi e piombo su alcuni materiali sequestrati.

Controlli radiometrici non effettuati

Un ulteriore elemento emerso dalle indagini riguarda il mancato funzionamento del sistema di sorveglianza radiometrica presente nell’impianto. Si tratta di un controllo fondamentale per verificare l’eventuale presenza di isotopi radioattivi nei rottami metallici in entrata e in uscita dall’azienda.

L’impianto, secondo quanto accertato dai carabinieri, non sarebbe stato operativo durante le attività di gestione dei materiali.

https://www.sicomunicazione.it/sequestro-rifiuti-ferrosi-caivano-traffico-estero/

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