Napoli si conferma uno dei principali epicentri del voto contrario alla riforma della giustizia. Con lo scrutinio ormai alle battute finali – mancano circa quaranta sezioni su 883 – il “No” si attesta al 75,8%, contro il 24,2% del “Sì”. Un risultato netto che rafforza il dato regionale: la Campania è infatti la regione con la più alta percentuale di voti contrari, oltre il 65%, ben al di sopra della media nazionale del 54%.
Affluenza: i dati tra città e regione
Il dato sull’affluenza nel capoluogo partenopeo si ferma al 49,51%, circa nove punti sotto la media italiana (58,8%), ma comunque superiore rispetto al 39,60% registrato alle ultime elezioni regionali. A livello regionale, con quasi tutte le sezioni scrutinate (mancano solo 9 su 5.824), l’affluenza si attesta al 50,37%, anche in questo caso in crescita rispetto al 44,10% delle precedenti regionali.
Il peso delle posizioni istituzionali
Il risultato campano riflette anche il posizionamento di importanti figure istituzionali del territorio. Sia il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, sia il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, si erano schierati per il “No”. A rafforzare il fronte contrario alla riforma anche il contributo di esponenti della magistratura come il procuratore Nicola Gratteri e il procuratore generale Aldo Policastro, protagonisti del dibattito pubblico e spesso in contrapposizione con il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Da Napoli, dunque, arriva un segnale politico forte e chiaro: il consenso verso il “No” assume dimensioni significative, contribuendo in modo determinante all’esito complessivo del referendum e delineando una geografia del voto che evidenzia profonde differenze territoriali.
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