Si sarebbe finto una guida del parco e avrebbe convinto uno studente minorenne a seguirlo in un’area chiusa al pubblico. Violenza sessuale aggravata: questa l’ipotesi di reato per cui stamane è finito in manette il custode del sito archeologico di Pompei. Vittima delle molestie, un giovane studente di 17 anni.
I fatti risalgono alla mattina dello scorso 16 agosto quando l’adolescente era in visita all’interno del Parco Archeologico. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il custode si sarebbe finto una guida turistica degli Scavi. A convincere il giovane delle sue parole, la divisa indossata sul posto di lavoro in quanto dipendente del Parco.
Custode arrestato per violenza sessuale: l’inganno e la denuncia
Il 17enne avrebbe seguito la finta guida all’interno di un’area normalmente chiusa al pubblico. La promessa di visitare una domus inaccessibile, però, sarebbe stata solo una scusa per isolarlo dal gruppo. Lì, il custode avrebbe afferrato la vittima e l’avrebbe paleggiata e baciata nonostante il suo fermo e ripetuto dissenso.
Dopo aver subito i ripetuti atti sessuali, il giovane avrebbe sporto denuncia-querela ai Carabinieri. La ricostruzione fornita dalla vittima, ritenuta chiara, dettagliata e coerente, avrebbe trovato riscontro nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza del Parco. L’occhio elettronico che sorveglia gli scavi di Pompei, infatti, avrebbe ripreso quei momenti, fornendo gravi indizi di colpevolezza a carico del custode.



























