La polemica sul restyling della strada che collega corso Umberto I a piazza San Domenico Maggiore non si placa. Prima i lavori di allargamento del marciapiede hanno rischiato di essere interrotti. Il motivo, l’utilizzo di un materiale diverso da quello originale, trattandosi del marciapiede di un centro storico patrimonio Unesco. Ora, invece, i lavori in via Mezzocannone potrebbero essere lasciati a metà per una presunta modifica del progetto originale. Imma, tra i commercianti della via, si è fatta portavoce del malcontento comune.
Lavori in via Mezzocannone, la prima polemica
L’indignazione era montata già all’inizio di giugno quando, su impulso di un consigliere della Municipalità, era venuta alla luce una problematica. Sul primo tratto di marciapiede allargato, infatti, era stato utilizzato lo stesso materiale usato in origine per la pavimentazione stradale, mentre sul secondo tratto era stato notato l’accostamento di una pietra diversa. Da un lato, il basolato vesuviano; dall’altro, la pietra etnea. Una questione non solo estetica, ma legata a doppio filo al fatto che via Mezzocannone rientra nel centro storico patrimonio Unesco di Napoli.
Sono passate alcune settimane e, ora, anche un terzo marciapiede è terminato. Materiale utilizzato per l’allargamento della carreggiata: il basolato vesuviano. L’effetto policromo creato dalla presenza per una manciata di metri della pietra etnea, però, non è che la punta dell’iceberg. Il progetto dei lavori, cominciati nell’ottobre dell’anno scorso, infatti sarebbe cambiato. Il quarto cantiere – a quanto si apprende dalle denunce dei commercianti – sarebbe destinato a essere l’ultimo. Niente più allargamento dei marciapiedi fino a piazza San Domenico Maggiore, dunque.
Nuovo progetto, nuove mancanze
A venire meno, sempre stando a quanto riferito dai commercianti della zona, non sarebbe stato solamente il tratto finale di via Mezzocannone. Dal progetto di restyling, infatti, sono spariti anche alberi e panchine, inizialmente previsti. Sedute e punti verdi inseriti anche all’interno del progetto originale dei lavori. Niente da fare, protestano i commercianti: “Mai che si riesca a vedere un lavoro portato a termine”.





























