Frotte di turisti e cumuli di immondizia, monumenti e degrado. Napoli continua a essere una città di luci e ombre, anche quando si fregia di essere una capitale del turismo e della cultura.
Fare due passi lungo i celebri decumani, di questi tempi, significa vedere ancora folle di turisti meravigliati dagli scorci, dai vicoli e dalle chiese, ma anche pile di rifiuti e sacchetti dei rifiuti buttati a caso per terra, accumulati alla bell’e meglio sui basoli storici, nell’ombra. Il versante culinario dell’esperienza partenopea è insindacabilmente amatissimo; molta meno importanza, invece, viene data al rispetto dell’ambiente e del decoro urbano.
E di decoro si parla da qualche tempo anche in riferimento a un altro simbolo della città, stavolta poco più giù, lungo il decumano inferiore. L’esterno della Basilica di Santa Chiara, infatti, funge da qualche tempo da rifugio per senza fissa dimora. Una situazione che, purtroppo, ha poco a che fare con la carità, perché queste persone, ha spiegato fra Maurizio, guardiano della basilica partenopea, sono violente.
Non accettano aiuti, prendono offerte e spendono quei soldi in alcol, insiste il frate: si ubriacano, litigano, camminano mezzi nudi e urlando. Casa Bartimeo, il punto di accoglienza diocesano per i senza fissa dimora, è a piazza Garibaldi, lontano dal punto in cui ce n’è più bisogno. E il centro storico della città, ancora assiepato dalla presenza dei numerosi turisti giunti a Napoli per l’estate, finisce così per non mostrare il suo volto migliore.



























