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Discarica a cielo aperto nei pressi degli scavi archeologici di Cuma

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Rifiuti e scarti edili abbandonati accanto ad antiche tombe d’epoca romana. È la triste istantanea di un’ importante area della necropoli di Cuma, fuori dal parco archeologico ma dove si concentrano, in pochi metri, mausolei di pregio. E proprio accanto alle antiche testimonianze del passato, dove un tempo venivano inumati i membri delle famiglie illustri dell’antica Cuma, qualcuno, approfittando della scarsa visibilità, ha sversato rifiuti – si notano anche un portabagagli e residui di batterie pirotecniche – e ancora scarti edili, abbandonati in sacche di plastica a ridosso dei monumenti. L’area della necropoli cumana si estende tutt’ intorno al perimetro dell’antica città, ma soprattutto nell’area a nord delle antiche mura, raccogliendo sepolcri e mausolei che coprono un vasto arco temporale: del periodo preellenico all’epoca romana. Nell ’area archeologica, che costeggia via Licola Cuma, oggetto degli sversamenti, in particolare, ricadono alcuni tra i più importanti mausolei funerari dell’antica Cuma. Protetta da una cancellata, la celebre e singolare tomba a tholos di epoca sannitica a pianta circolare con cupola su tamburo, fu a lungo utilizzata come ipogeo familiare della nota gens cumana degli Heii. Ancora, poco distante, i resti di un particolare mausoleo d’epoca romana, a cella rettangolare sormontato da una costruzione poligonale, di cui si osserva soltanto la sommità. Nel 1853 la sua scoperta suscitò un grosso clamore: al suo interno furono ritrovati i corpi di un uomo e di una donna seppelliti con la testa tagliata e sostituita da maschere in cera. Da questo, insolito ritrovamento, il sepolcro fu indicato come Mausoleo delle Teste Cerate.

 

 

 

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