Dietro l’imponente e invalicabile muraglia di tufo che sovrasta vico II Gagliardi, proprio a ridosso del Museo Archeologico Nazionale, i Carabinieri della stazione di Napoli Stella hanno messo a segno un arresto che scardina una delle roccaforti dello spaccio del quartiere. Questo vicolo cieco, chiuso su tre lati e dotato di un’unica via d’uscita, si presentava come uno snodo logistico perfetto per i pusher, una fortezza facile da presidiare e sorvegliare dove la luce del sole fatica a penetrare tra motorini protetti da teli impolverati, auto parcheggiate in modo creativo e i cartelli che indicano la fitta rete di b&b del centro storico.
Un vicolo dove la quotidianità si mescola alla speranza di un miracolo, testimoniata dai fiori veri e finti posti dai residenti davanti a un altarino della Sacra Famiglia con Gesù, Giuseppe e Maria, incastonato nella parete e accompagnato da una targa di marmo ingiallito che recita “A devozione dei fedeli”. I trafficanti della zona pensavano che questa conformazione urbana garantisse l’impunità, ma non avevano fatto i conti con l’abilità dei militari di colpire anche nei contesti più vigilati.
Nei guai un 46enne, cosa hanno scoperto i carabinieri
A fare le spese del blitz è stato un cittadino pakistano di 46 anni, figura già nota alle forze dell’ordine, nella cui abitazione i Carabinieri hanno scoperto 223 grammi di cocaina, 54 grammi di eroina, tutto il materiale necessario al confezionamento delle dosi e la somma in contanti di 14.500 euro, ritenuta il provento degli affari illeciti. L’uomo si trova ora rinchiuso in carcere in attesa di giudizio, dove dovrà rispondere del reato di detenzione di droga a fini di spaccio.



























