Napoli ripiomba nell’incubo della camorra. In meno di un’ora due agguati, un morto e tre feriti riportano la città nel clima della guerra tra clan. Una lunga notte di violenza che ha colpito il centro e la periferia est del capoluogo.
Il primo raid
Il primo raid scatta poco dopo le dieci di sera, all’incrocio tra via Cesare Rosaroll e via Pontenuovo. La vittima è Antonio Mauro, 48 anni. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo viene affiancato da uno scooter: il passeggero estrae la pistola e spara almeno sei o sette colpi a bruciapelo. Mauro muore sul colpo, prima dell’arrivo dei soccorsi. Aveva precedenti per estorsione, armi e tentato omicidio e, secondo gli investigatori, gravitava nell’orbita del clan Contini, gruppo di vertice dell’Alleanza di Secondigliano.
Per la polizia si tratta di un’esecuzione preparata nei dettagli e portata a termine da killer esperti.
Cosa è successo a San Giovanni a Teduccio
Appena un’ora dopo, un nuovo allarme dall’altra parte della città. In via Vigliena, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, un commando apre il fuoco contro tre persone della stessa famiglia: un padre e i suoi due figli. I tre vengono raggiunti dai proiettili agli arti inferiori e trasportati d’urgenza all’Ospedale del Mare.
Le loro condizioni sono serie, ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. Anche in questo caso gli investigatori ritengono che non si sia trattato di un’azione improvvisata: chi ha sparato avrebbe volutamente colpito le vittime alle gambe, un chiaro messaggio intimidatorio.
Le indagini della Squadra Mobile sono in corso per accertare se esista un collegamento tra i due episodi. Sullo sfondo resta l’ombra della criminalità organizzata: due agguati messi a segno in poche decine di minuti nei territori storicamente controllati dai clan Contini e Mazzarella, un’escalation che riaccende i riflettori sulla violenza camorristica a Napoli.





























