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Agguato di camorra a Pimonte, ucciso il boss Afeltra

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Un agguato studiato per colpire Raffaele Afeltra e lasciare illeso chi era alla guida. È questo uno degli elementi sui quali si concentrano le indagini sull’omicidio del 58enne di Pimonte, raggiunto da tre colpi di fucile mentre era seduto sul lato passeggero della sua Panda.

Quattro colpi esplosi a distanza ravvicinata. Il genero di Afeltra, che era alla guida, riesce a fare retromarcia e ad allontanarsi, prima di perdere il controllo dell’auto. Poi scende dalla vettura e lancia l’allarme.

Omicidio Afeltra, le indagini dei militari sull’agguato a Pimonte

I carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata e della Compagnia di Castellammare hanno lavorato per ore sulla scena del delitto. Lungo la strada che conduce al terreno di Afeltra, in località Zappino, sono stati trovati diversi bossoli. Elementi utili per stabilire da dove abbia sparato il killer e ricostruire con precisione la dinamica dell’agguato.

Ma è soprattutto la scelta di risparmiare l’autista a interrogare gli investigatori. Afeltra, figura storica della criminalità dei Monti Lattari e considerato vicino all’area Afeltra-Di Martino, potrebbe essere stato eliminato nell’ambito di un regolamento di conti interno.

L’ipotesi

Tra le piste esaminate anche possibili collegamenti con l’omicidio di Carmine Zurlo, scomparso nel 2022 e ritenuto vicino allo stesso ambiente criminale. Per quel delitto sono stati arrestati due presunti esecutori, mentre Francesco Di Martino risulta indagato.

L’ipotesi di un’epurazione interna, però, resta al momento una pista investigativa. Gli inquirenti cercano di capire se l’omicidio di Afeltra sia legato a vecchi contrasti o ai nuovi equilibri criminali dei Lattari.

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