Fuorigrotta torna a essere teatro di una violenza giovanile che non sembra conoscere freni, trasformando l’area intorno allo stadio Maradona in una vera e propria polveriera. Negli ultimi giorni, tra il piazzale e i locali della zona, si è assistito a un’escalation di risse e aggressioni brutali. L’episodio più sconvolgente ha visto come vittima un 15enne, finito in ospedale con il setto nasale fratturato dopo un violento scontro davanti a un fast-food: un trauma che potrebbe richiedere un intervento chirurgico e che riaccende il faro su giovanissimi, spesso minorenni sotto i tredici anni, che usano le mani per affermarsi nel gruppo.
Il giovane, aggredito da quattro coetanei, è attualmente ricoverato all’ospedale San Paolo
Ma non è solo la violenza fisica a spaventare. Durante la notte la zona diventa terra di nessuno, tra schiamazzi e caroselli di scooter guidati da ragazzini senza casco, spesso su mezzi senza assicurazione o truccati. Alle cinque del mattino di Pasqua, nel piazzale si contavano oltre duecento giovani, in un clima di totale anarchia che rende la vita impossibile ai residenti.
Un vertice in Prefettura per fermare le baby gang
Davanti all’evento stato di degrado, e la parabola è discendente, la richiesta dei cittadini è una sola: interventi drastici. Si fa strada l’ipotesi di istituire una “zona rossa” sulla falsariga di piazza Bellini e zona Garibaldi, una zona a traffico limitato con sorveglianza speciale per blindare il territorio. Nonostante il presidio dell’Esercito e della vigilanza privata, i residenti si sentono abbandonati e denunciano come le pattuglie saltuarie non bastino più a fare da deterrente. Ora la palla passa alla Prefettura e alla Questura: nelle prossime ore previsti vertici sulla sicurezza e si deciderà se procedere con il blocco degli accessi. Il futuro di Fuorigrotta è sicuramente di fronte ad un bivio.
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