Cinque giorni prima dell’incendio che ha colpito l’Ospedale del Mare, la direzione sanitaria aveva chiesto di formare cinque nuovi addetti alle emergenze antincendio.
Un dettaglio ora al centro delle verifiche della Procura di Napoli, che indaga sul rogo di domenica scorsa.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Mario Canale, procede con l’ipotesi di incendio doloso. Gli investigatori stanno ricostruendo ogni passaggio, compresa la richiesta firmata il 16 giugno dal direttore medico Giuseppe Vitiello per avviare la formazione del personale destinato a intervenire in caso di emergenza.
Le fiamme dal piano terra fino al settimo
Secondo gli accertamenti, le fiamme si sarebbero propagate dal piano terra fino al settimo piano attraverso il vano tecnico. Sul posto sarebbe stato trovato liquido infiammabile e gli investigatori valutano l’ipotesi che l’innesco sia stato provocato da una sigaretta accesa. Sotto esame anche la circostanza che l’incendio sia scoppiato di domenica, in un’area priva di videosorveglianza.
Il bilancio dei danni
Intanto emerge il bilancio dei danni: una prima stima parla di circa un milione di euro, cifra che dovrà essere confermata dalle perizie tecniche.
Parallelamente all’indagine della magistratura, l’Asl Napoli 1 ha istituito una commissione tecnica interna composta da esperti di sicurezza e prevenzione. Avrà il compito di accertare eventuali criticità e ricostruire quanto accaduto, mentre resta confermata l’efficacia del piano di emergenza che ha consentito di evacuare rapidamente pazienti e reparti senza conseguenze per le persone.




























